4.11.13

La bufala corre sul web. Sulla pelle delle donne. (Terragni e Ravera mentono su Renzi)

Chi bazzica internet lo sa o dovrebbe saperlo, ci sono falsità, verità parziali, invenzioni o vere e proprie bufale che rimbalzano da un sito all'altro e che non riescono a fermarsi.
In Italia c'è chi, come Paolo Attivissimo, si dedica quotidianamente allo smascheramento di questi fenomeni.
In molti casi si tratta di leggende metropolitane, ma alle volte ci troviamo davanti a vere e proprie campagne di disinformazione. Come nel caso di cui voglio scrivere oggi.
Si tratta della delibera concernente il nuovo Regolamento di Polizia Mortuaria.
La questione diventerà, tra l'altro, anche il fondamento dell'ennesima querelle tra Civati e Renzi (per saperne di più sui rapporti tra Terragni e Civati date uno sguardo qui).
Della questione si sono anche occupati, in ordine sparso, il Fatto Quotidiano, Gad Lerner e Lidia Ravera.
Le cronache ci restituiscono un Renzi indignato per le polemiche.
Ma veniamo al dunque. Di che stiamo parlando?
A leggere i post di Terragni e Ravera sembra che a Firenze si sia approvata una delibera contro la l.194 sull'interruzione di gravidanza.
E invece, facendo un minuto e mezzo di ricerca su internet, scopriamo che:
Il D.P.R. 21 ottobre 1975, n°803, intitolato "Regolamento di Polizia Mortuaria", stabiliva, all’articolo 7, che "su richiesta dei genitori il seppellimento anche dei prodotti di concepimento abortivi di presunta età inferiore alle venti settimane".
Avete letto bene, 1975. Già, proprio l'anno di nascita di Renzi.
Nel 1990 il DPR 803/75 viene sostituito dal DPR 10 settembre 1990, n. 285, il cui art. 7 stabilisce che
"comma 2: Per la sepoltura dei prodotti abortivi di presunta eta' di
gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina e che all'ufficiale di stato civile non siano stati dichiarati come nati morti, i permessi di trasporto e di seppellimento sono rilasciati dall'unità sanitaria locale.
Comma 3. A richiesta dei genitori, nel cimitero possono essere raccolti con la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta età inferiore alle 20 settimane.
Comma 4. Nei casi previsti dai commi 2 e 3, i parenti o chi per essi sono tenuti a presentare, entro 24 ore dall'espulsione od estrazione del feto, domanda di seppellimento alla unità sanitaria locale accompagnata da certificato medico che indichi la presunta età di gestazione ed il peso del feto.
Dunque, i nati morti e gli abortiti possono essere, su richiesta dei genitori, seppelliti.
E vorrei vedere, aggiungo io. Ci mancherebbe che un paese civile imponesse di non seppellire il "prodotto di un concepimento", come recita con dicitura molto asettica la norma.
E allora? Quale sarebbe la colpa di cui si è macchiato Renzi agli occhi delle pasdaran Terragni e Ravera? Proprio non si capisce.
La Terragni pone una domanda "In effetti, essendoci già una legge che regola chiaramente la materia, non si comprende la necessità di un richiamo dettagliato in una delibera comunale: a che cosa serve ribadire?". A questa domanda potrebbe rispondere un qualunque cittadino che abbia una minimale conoscenza dell'amministrazione. Cara Terragni, non si tratta di ribadire, ma di regolamentare. Tutte le leggi che hanno bisogno di una procedura attuativa vengono recepite da atti amministrativi. Come anche tu avrai potuto notare, nella legge si parla di domande e di certificati. C'è bisogno di una delibera per stabilire a chi vanno presentate quelle domande, come, quando, chi è il responsabile del procedimento. Nella delibera, inoltre, bisogna individuare dove si effettua la sepoltura, con quali modalità, a quali condizioni. Cara Terragni e cara Ravera, è la normalissima prassi amministrativa.
Come ha spiegato Renzi, "Dal 1996 ad oggi 1019 feti sono stati seppelliti nella città di Firenze, è stata semplicemente recepita in un regolamento di polizia mortuaria che non veniva rinnovato dal 1969 e che quindi non prevedeva questo tipo di interventi".
Tutto semplice, no?
No, a quanto pare.
Ora, io voglio dire una cosa e la voglio dire chiaramente.
Una cosa è la politica, una cosa sono le panzane. Una cosa è criticare le idee, un'altra cosa è diffondere notizie false per screditare il prossimo.
Sono agnostico da sempre e credo che nessuno possa accusarmi di clericalesimo, perciò posso dire senza tema di smentita che:
1) l'attribuzione di Terragni e Ravera alla Giunta di Firenze di propositi contrari allo spirito della l. 194, basandosi sulla delibera in questione, non sta né in cielo né in terra.
2) nel merito, impedire a chi abortisca di seppellire il proprio figlio non nato è un pensiero di una barbarie assoluta. Chi lo sostiene e scrive dovrebbe vergognarsi.
3) mentre Terragni e Ravera sproloquiano di aborti e procedure di sepoltura, il mio pensiero va alle migliaia di donne che affrontano l'interruzione di gravidanza tra infinite tribolazioni interiori. Nello spirito della l.194, più volte evocato, credo ci sia soprattutto il rispetto per chi vive una scelta simile. Rispetto che in certe polemiche, proprio non vedo.

Aggiornamento

Oggi, 6 novembre, registro le parole di Cristina Giachi, Assessore all'Educazione, Fondi Europei, Università, Ricerca, Politiche Giovanili, Pari Opportunità del Comune di Firenze, che su Facebook scrive:
"Credo che si sia verificato un caso di disinformazione.A Firenze non abbiamo istituito nulla, solo recepito la legge attraverso il regolamento cimiteriale, come accade in altre città, proprio per evitare vuoti regolamentari che mettono il cittadino in difficoltà. Se una donna vuole seppellire il suo feto, come amministrazione, che le dici? "Non c'è il regolamento?" E delle più di mille sepolture già presenti nei nostri cimiteri che vogliamo dire? se non attuassimo la legge, allora sì che a quel punto si creerebbe lo spazio per le reazioni delle associazioni prolife e antiabortive. Ma se regoli in modo civile la legge e attui il regolamento è solo un fatto di civiltà: per assicurare la libertà a ciascuna donna di decidere in autonomia. Posto che io per prima a una donna, su un tema così doloroso e personale, non mi permetterei mai e poi mai di vietare nulla, proprio nello spirito della legge 194"
Spero che queste parole servano a segnare la fine di una polemica inutile, pretestuosa e irrispettosa del dolore e dei sentimenti di tante donne.

Aggiornamento #2 

7.11.13 Dal loro sito web Claudia Ravaldi e Alfredo Vannacci (che aveva già commentato questo post) dell'associazione "Ciao Lapo" chiedono le dimissioni di Lidia Ravera dalla carica di assessore alla cultura della Regione Lazio.
Qui il testo completo della lettera aperta che hanno indirizzato a Nicola Zingaretti.

19 commenti:

  1. La ringrazio per questo articolo. Sono il vicepresidente della Onlus CiaoLapo, fondata con mia moglie 7 anni fa a seguito della morte endouterina di nostro figlio Lapo. Ci occupiamo di tutela della gravidanza a rischio e della salute perinatale e tra le altre cose ci siamo occupati anche del problema delle sepolture in caso di morte in utero, un problema che chi non l'ha affrontato non può capire quanto sia doloroso e complicato dal punto di vista burocratico. E' una settimana che ci scontriamo con i commenti più ignobili, cinici e disinformati du questo argomento, che, come lei giustamente fa notare, non nasce che da un mero atto amministrativo che TUTTI i comuni di Italia avrebbero il dovere di compiere. Invece diventa nel nostro paese un motivo di scontro tra fazioni e di fatto una fonte di discriminazione e lesione dei diritti delle donne, perpetrata proprio da quelle persone che tali diritti sostengono di tutelare.
    Per informazione sua e dei suoi lettori che volessero approfondire l'argomento segnalo:
    - la nostra posizione ufficiale in materia: http://www.ciaolapo.it/index.php?option=com_myblog&show=2012-03-15-18-35-29.html&Itemid=100043
    - la storia delle leggi e le testimonianze di alcune mamme: http://www.ciaolapo.it/index.php?option=com_myblog&show=leggi-regolamenti-e-normative-in-vigore-in-italia-per-la-sepoltura-dei-feti-e-dei-bambini-nati-morti.html&Itemid=100043
    - la lettera che mandammo a Renzi nel 2011 chiedendo al Comune di Firenze di mettere a norma il cimitero: https://www.dropbox.com/s/8k1tymt8joeac2q/Lettera%20Renzi%20Trespiano.pdf

    Leggendo questi documenti non ci si può non rendere conto di quanto sia pretestuosa e irrispettosa dei diritti civili la polemica di questi giorni.
    La ringrazio per l'attenzione,
    Alfredo Vannacci

    PS: per chiarezza, la nostra onlus è apolitica e aconfessionale. Non abbiamo niente a che fare con Renzi, con partiti politici di alcun schieramento o con confessioni religiose di alcun tipo.

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    1. Sono io che la ringrazio per aver letto e commentato.

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  2. Finalmente un articolo corretto, dai toni fermi e seri. È piacevole leggere fatti senza sempre scendere nel caos delle faziosità e della "ragione a tutti i costi". La ringrazio
    Cristina Fiore, facilitatore gruppi Auto Mutuo Aiuto per genitori colpiti da lutto pre e perinatale.

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  3. Finalmente un po' di chiarezza, in mezzo alle polemiche assurde, alle strumentalizzazioni e agli insulti rivolti a chi vorrebbe semplicemente poter esercitare il suo diritto di genitore in lutto di avere un luogo dove piangere il proprio figlio perduto troppo presto. Grazie!

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  4. Cristina e Tina, grazie a voi.

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  5. Grazie, ci voleva.
    Sono sinceramente stufa di gente che dà fiato alla bocca tanto per parlare (o tanto per scrivere, visto l'articolo della Ravera) e dei pecoroni che seguono la massa senza informarsi, facendo il tifo (sì, come allo stadio) per questo o quell'uomo politico senza nemmeno provare a pensare con la propria testa.
    Meno male che c'è chi si prende la briga di informare correttamente.

    Grazie.

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  6. silvia borghini5 novembre 2013 16:34

    Grazie, sono una mamma che ha perso il suo bimbo alla ventitreesima settimana di gestazione e alla dimissione ospedaliera nessuno mi ha informata che avrei dovuto richiedere il corpicino del mio bimbo entro 24 ore dalla sua nascita (perchè non è vero che sono bimbi non nati, nascono con tante ore di travaglio e dolori, con le spinte e l'aiuto dell ostetriche, nascono senza vita ma attraverso un vero parto). Le settimane seguenti sono state spaventose e solo grazie alla disponibilità e all'aiuto dell'anatomopatologo e dei dipendenti comunali sono riuscita a celebrare una piccola funzione per il mio bambino e ad avere le sue ceneri con me. La legge a quel punto imponeva che fosse gettato in un fangoso campo in mezzo ad arti amputati.
    Silvia Borghini

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    1. Grazie a te, Silvia, per aver condiviso qui questo tuo momento triste.

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  7. Sono atea, non mi piace Renzi ma sono mamma e se uno dei miei figli non fosse nato vivo o la gravidanza si fosse interrotta avrei voluto seppellirli. Quanto detto dalla Ravera è di una inciviltà e cattiveria rivoltante, dovrebbe vergognarsi di quello che ha scritto. Come donna sono profondamente risentita di essere rappresentata da una come la Ravera che non connette la spina prima di dar fiato alle trombe.

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  8. http://wwwext.comune.fi.it/comune/regolamenti/regolamentodigiene2003.htm

    "modificata con Deliberazione C.C. n° 827 del 03.11.2003, con Deliberazione C.C. n° 128 del 21 dicembre 2004 e Deliberazione C.C. n° 534 del 9/10/2006"

    Così, per la precisione, tanto per evidenziare che se la polemica è strumentale e oscena, Renzi mente e anche il suo atto è stato un tantino strumentale.

    Cordialità.

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    1. Non vedo strumentale a cosa. Il fatto che il regolamento sia stato già modificato in passato implica forse che non dovesse essere più toccato? L'impianto del regolamento risale al 1969 quando, con tutta evidenza, la legge non prevedeva ancora questa facoltà.

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  9. Abbasso la disinformazione, specie quando vestita di ideologia. Grazie al blog latitudine napoletana, finalmente qualcuno tra i "non addetti ai lavori" che dica qualcosa di sensato, cioè semplicemente e chiaramente la Verità. Grazie!

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  10. Grazie per aver dedicato un post che riporta la questione su binari logici.ho avuto per mia fortuna due figlie volute e nate sanissime, ma I'll non aver provato I'll dolore di perdere un figlio in gravidanza o di decire di abortire non mi ha impedito di trovare l articolo della ravera oltre che basato su un nesso fasullo,altamente ributtante.

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    1. Grazie Valentina. Devo dire che tra le due prese di posizione trovo quella di Ravera più triste. Per due motivi: 1) Lidia Ravera ricopre un incarico istituzionale al Comune di Roma e, quindi, dovrebbe avere qualche nozione di amministrazione; 2) è intervenuta sulla questione dopo 24 ore, quando già Renzi aveva chiarito la questione.

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  11. Non avrei saputo dirlo meglio, grazie. Martina

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