11.9.13
Il mito della stabilità
Il concetto rimbalza da un'intervista ad un'altra, da un giornale ad un tolk show, dal Quirinale al bar sotto casa.
Tra le nefaste conseguenze di una crisi di governo si annoverano, di volta in volta, il fatto che decadrebbero i provvedimenti che hanno rinviato l'Imu, l'impossibilità di "agganciare la ripresa", il fatto che si vanificherebbero gli sforzi fatti sinora.
Io, sinceramente, penso che ci stiano prendendo per il culo.
Questo governo non ha fatto niente o quasi niente. La cosa dell'IMU ancora non è chiara, ancora non è definitiva e, comunque, c'è l'ombra delle solite accise dalle quali attingere la copertura finanziaria. Tagli strutturali non se ne sono visti. Riforme nemmeno. La storia del comitato dei saggi non pare essere seria, specialmente in considerazione del fatto che il PDL dimostra ogni giorno di avere a cuore solo ed esclusivamente la pelle del proprio leader. E cosa pensi di fare Berlusconi, più di ogni retroscena, lo svelano i banner che girano in rete: torna Forza Italia, quindi si va a votare.
E allora, mi domando, non sarebbe meglio rovesciarle da sinistra queste larghe intese e dire: si vede la fine della crisi, ci vuole un governo riformista serio?
6.8.13
Youdem, la Geloni e il nemico Renzi
Dunque, chi sta un po' su Twitter e segue le vicende del PD lo sa. È uno di quei casi che gli inglesi chiamano "dell'elefante". Se in una stanza c'è un elefante, dicono, non c'è bisogno di alcuna dimostrazione, è lì, tutti lo vedono, nessuno lo può negare. Allo stesso modo, chiunque può notare che il profilo twitter di youdem, la tv del partito democratico, non ha in simpatia il sindaco di Firenze.
La direttora di youdem, Chiara Geloni, lo dice apertamente e non ne fa mistero, lei sta con Bersani, ci stava prima delle nefaste elezioni di febbraio, ci è rimasta dopo. Personalmente ho sempre trovato inopportuno che una giornslista, stipendiata dal partito, si esponesse così tanto, specialmente in un periodo importante come quello delle scorse primarie. Ma una cosa è l'opportunità e una cosa è il diritto e nessuno può negare alla Geloni il diritto di dire, a titolo personale, ciò che ritiene.
Youdem, però, no. Non può e non deve parlare a titolo personale, visto che si tratta di un'emittente del PD, di tutto il PD.
Già all'epoca delle primarie cercai di far notare come fosse assurdo che la tv del partito si occupasse, praticamente, solo di un candidato. Ne nacque una discussione su Twitter, che riassunsi in questo storify.
Da allora, ogni tanto, torno sulla questione e l'ultima volta è stata il 2 agosto.
Lo spunto me l'ha dato questo cinguettio della direttora alla quale mi è venuto spontaneo rispondere come segue
@lageloni come ti ho dimostrato tempo fa, semplicemente non ne parla. Invece tu ti limiti a fare RT di chi ne scrive male /@robbertoni
— thiswas_ (@thiswas_) August 1, 2013
Ne è seguito un piccolo botta e risposta, nel quale ho ricordato a Chiara Geloni quanto scrissi nel mio storify. La risposta è stata che riguardava un periodo limitato (mica tanto, poi, due mesi a cavallo delle primarie) e la discussione si è conclusa con questo scambio:
@thiswas_ @YouDem @ederoclite no non è un fatto. è una tua opinione.
— chiara geloni (@lageloni) August 2, 2013
Ora, se c'è una cosa che ho ben chiara è la distinzione tra fatti ed opinioni. E trovo che non ci sia niente di più scorretto che derubricare un fatto ad opinione, per due motivi: il primo è che non ci si assume la responsabilità delle proprie azioni, il secondo è che si rende impossibile qualunque discussione, visto che se si negano i fatti, tutto diventa possibile.
Allora mi sono deciso, nonostante in questo momento mi trovi in vacanza e non abbia a disposizione un pc degno di questo nome, a dimostrare che quanto io vado asserendo, e cioè che il profilo twitter di youdem non si occupa, o lo fa in maniera molto marginale, di Matteo Renzi. Un po' come faceva il TG4 di Fede per rispettare in qualche modo la par condicio. Emilio quando era costretto a parlare di Prodi metteva una foto sgradevole con il faccione del professore mentre faceva una smorfia, condiva le notizie con le sue di smorfie, gesticolando in maniera ironica e accompagnando il testo che stava recitando con una mimica facciale denigratoria.
Fede rimarrà, credo, a lungo inarrivabile nell'arte da lui inventata, ma vediamo come il profilo twitter di youdem (che io non so da chi venga gestito) si impegna per cercare di ignorare il sindaco di Firenze.
Innanzitutto i numeri:
Negli ultimi 3 mesi, vale a dire dal giorno in cui si è insediato il governo Letta, youdem ha fatto 28 tweet che si riferiscono a Matteo Renzi. Tanto per avere dei termini di paragone, nello stesso periodo i tweet che si riferiscono al segretario del partito, Epifani, sono 152, uno in più di quelli dedicati al Presidente del Consiglio Letta. Contiamo 18 citazioni per Bersani e via via a scendere tutti gli altri. I numeri ci starebbero, la tv del partito parla innanzitutto del proprio segretario e poi del presidente del Consiglio. Renzi arriva terzo nelle citazioni. Quello che colpisce è la qualità delle citazioni. Sono 28, analizziamo.
2 tweet sono risposte ad elettori PD che si lamentano del fatto che youdem non parli di Renzi:
@GiovanniOreto l'intervento di Matteo Renzi è stato pubblicato e twittato 20 minuti fa, comunque eccolo http://t.co/0DuwfAj7eB
— YouDem (@YouDem) May 11, 2013
@vogliamorenzi @DiElleTi @correntere @natalepisicchio ecco quello di oggi a #Brescia @matteorenzi http://t.co/iUybpNsXvQ
— YouDem (@YouDem) June 5, 2013
5 tweet riguardano l'intervento di Renzi alla festa del PD di Carpi. Non ho l'agenda di Renzi, ma credo che abbia partecipato a parecchie feste del PD. La ricerca Renzi+"festa del PD"
Rivedi qui http://t.co/52DNzGG67J l'intervista a @matteorenzi durante la #festaPdCarpi
— YouDem (@YouDem) July 15, 2013
#live @matteorenzi a Carpi: parole di #Calderoli su #Kyenge orribili, in un paese civile chi offende così va a casa, per sempre!
— YouDem (@YouDem) July 15, 2013
#live su youdem.tv @matteorenzi alla Festa del Pd Unione Terre d'argine a #Carpi / @pdmodena @PDERNetwork @pdnetwork
— YouDem (@YouDem) July 15, 2013
Fra poco #live su http://t.co/7EA3UIpcxZ @matteorenzi alla Festa del Pd Unione Terre d'argine a #Carpi / @pdmodena @PDERNetwork @pdnetwork
— YouDem (@YouDem) July 15, 2013
Oggi dalle 18,30 segui #live su youdem.tv @matteorenzi alla Festa del Pd Unione Terre d'argine a #Carpi / @pdmodena @PDERNetwork @pdnetworkCinque sono tweet in cui youdem riporta una dichiarazione di qualcuno riferita a Matteo Renzi:
— YouDem (@YouDem) July 15, 2013
. @FabrizioBarca a #Firenze dopo incontro con @MatteoRenzi: "Siamo complementari, comune impegno per il #Pd" http://t.co/NBEmVt0BKP
— YouDem (@YouDem) May 7, 2013
#AssembleaPd 'Ottimo #Epifani, bene che @matteorenzi abbia espresso giudizio positivo'. Intervista a Franco Marini http://t.co/7fe6sHjA7Q
— YouDem (@YouDem) May 11, 2013
.@gu_epifani risponde a @matteorenzi la sospensione #imu non è cambiale pagata a #Berlusconi http://t.co/O5rneVsEQt
— YouDem (@YouDem) May 20, 2013
#esenoidomani @VeltroniWalter a @matteorenzi: mi è simpatico ma quando incontra #briatore non ci siamo. No a partito furbo
— YouDem (@YouDem) June 3, 2013
.@VeltroniWalter sosterrò @matteorenzi se vuole un @pdnetwork riformista VIDEO http://t.co/4CvrxuMyrb #congressoPd
— YouDem (@YouDem) July 9, 2013
Al netto delle proteste dei followers di @youdem, della festa del PD di Carpi e delle risposte di qualcun altro a Renzi, il profilo twitter di youdem ha citato Matteo Renzi 16 volte in tre mesi.
Ma qual'è il sentiment di queste citazioni?
3 tweet si riferiscono ad un argomento "neutro" come la campagna elettorale:
#Amministrative2013 @matteorenzi a #piazzapulita grande vittoria @pdnetwork con candidati credibili si vince VIDEO http://t.co/gNrdeARLfu
— YouDem (@YouDem) June 11, 2013
.@matteorenzi a #Lodi sostiene Simone Uggetti e parla di #presidenzialismo e #M5s.Priorità è nuova #leggeElettorale http://t.co/tNWJh2hMBV
— YouDem (@YouDem) June 6, 2013
.@matteorenzi presenta a Roma il suo libro oltre la #rottamazione e chiede al #governo di accellerare sulle riforme http://t.co/qPv6t22cZv
— YouDem (@YouDem) May 30, 2013
Due sono i tweet riferiti alla presentazione del libro di Renzi a Roma:
.@matteorenzi presenta a Roma il suo libro oltre la #rottamazione e chiede al #governo di accellerare sulle riforme http://t.co/qPv6t22cZv
— YouDem (@YouDem) May 30, 2013
#Roma Ara Pacis presentazione del libro di @matteorenzi #oltrelarottamazione nel pomeriggio online il video pic.twitter.com/jHSBJN2ReMUn tweet è "cumulativo" parla della direzione del PD e tagga alcuni nomi, tra cui Matteo Renzi
— YouDem (@YouDem) May 30, 2013
Segretario e congresso, le ultime prima del coordinamento #Pd http://t.co/ZSMXte2j8s / @pdnetwork @pbersani @matteorenzi @FinocchiaroAnnaE veniamo alle 11, reali, citazioni politiche di Matteo Renzi effettuate dal profilo twitter di Youdem
— YouDem (@YouDem) May 8, 2013
Si comincia l'8 maggio, dieci giorni dopo la nascita del governo Letta. Il "lancio" è
. @matteorenzi a #Roma: "Faccio il sindaco di #Firenze, non il segretario del @pdnetwork né il presidente dell'Anci" http://t.co/SZ26vdrmO0Renzi esce, credo, dalla sede del PD e gli rivolgono alcune domande. Lui non risponde. Non proprio una delle dichiarazioni indimenticabili di Renzi. Anzi, non proprio una dichiarazione in assoluto.
— YouDem (@YouDem) May 8, 2013
Passano 3 giorni ed ecco un altro tweet:
#assembleapd l'intervento di @matteorenzi @pdnetwork http://t.co/0DuwfAj7eB
— YouDem (@YouDem) May 11, 2013
tweet "tecnico", è l'intervento di Renzi alla assemblea nazionale del PD, youdem copre tutta l'assemblea e twitta gli interventi, tutti. Di alcuni fa anche il live tweet, non di Renzi.
Passano altri 8 giorni e
.@matteorenzi non è il momento per discutere di candidati premier. Spero per l'Italia che il #Governo faccia bene http://t.co/JGfXK0MD4ISi tratta di un estratto dalla trasmissione "In mezz'ora" di Lucia Annunziata. La dichiarazione è la più favorevole al governo di tutta l'intervista, comunque è corretta.
— YouDem (@YouDem) May 19, 2013
Passano altri 8 giorni
YouDem #replay @matteorenzi a #Bologna governo non è uno yogurt, non ha data di scandenza VIDEO http://t.co/OmZFvjgdCoSi tratta di un servizio di TMnews, anche in questo caso, la citazione scelta per il tweet per me non è la più pregnante, ma almeno è formalmente corretta.
— YouDem (@YouDem) May 27, 2013
A distanza ravvicinata ("solo" 3 giorni) troviamo un altro tweet
.@matteorenzi a #ottoemezzo "Governo di larghe intese non sia di lunghe attese" estratto VIDEO http://t.co/zaMroVTpjDstavolta è un estratto da "8 e mezzo" di Lilli Gruber. Si parla di legge elettorale e della mozione Giachetti, la citazione stavolta è pregnante e corretta.
— YouDem (@YouDem) May 30, 2013
Dopo la trasmissione della Gruber, dobbiamo aspettare 6 giorni per trovare un'altra citazione di Renzi. Per di più indiretta. Il sindaco di Firenze ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera e l'account twitter del PD ne dà notizia. Youdem ritwitta
Intervista a @matteorenzi su @Corriereit 'Segretario e sindaco non sono ruoli incompatibili' http://t.co/Uxi38zJYoZ
— Partito Democratico (@pdnetwork) June 6, 2013
Dopo addirittura 13 giorni, 2 tweet:
@matteorenzi Congresso Pd entro il 7 novembre, aperto come gli altri chiedo soltanto che non si cambino le regole http://t.co/iwX1AftNI7
— YouDem (@YouDem) June 19, 2013
Per la prima volta youdem mette congresso e Renzi insieme. Sono due estratti dalla trasmissione Agorà di quel giorno. Renzi dice anche che il congresso va fatto subito.@matteorenzi Paesi normali hanno due partiti:centrosinistra e centrodestra per questo voglio Pd aperto,senza correnti http://t.co/6D8GFDPOFy— YouDem (@YouDem) June 19, 2013
Dopo il 19 giugno bisogna che passino 18 giorni per leggere un nuovo tweet su Renzi
#ilpdchevorrei @matteorenzi un partito aperto che guardi al futuro e parli all'Italia VIDEO http://t.co/QKWVacGI8t / @pdnetwork #congressopdIntervista del Direttore dell'Unità Sardo a Renzi alla Festa del PD, qualità delle immagini e dell'audio abbastanza scarsa, nel merito la citazione è poco pregnante. Il tweet viene riproposto il giorno successivo
— YouDem (@YouDem) July 7, 2013
#ilpdchevorrei @matteorenzi un partito aperto che guardi al futuro e parli all'Italia VIDEO http://t.co/QKWVacGI8t / @pdnetwork #congressopdL'ultima citazione è del 19 luglio, dopo altri 11 giorni di attesa
— YouDem (@YouDem) July 8, 2013
Rivedi @matteorenzi a #BersaglioMobile @pdnetwork unica speranza per il Paese, con primarie aperte mi candido VIDEO http://t.co/nUxU41JflQ4 minuti di estratto da Bersaglio Mobile di Mentana, trasmissione di oltre 3 ore che ha avuto talmente tanto share da essere mandata in onda per due sere di seguito.
— YouDem (@YouDem) July 19, 2013
Questi sono i fatti, non le mie opinioni. La tv del PD ha parlato, nei tre mesi successivi alla nascita del governo Letta, di Matteo Renzi una volta ogni 10 giorni, nominando il congresso solo una volta.
Nello stesso periodo, tanto per fare un esempio, un giornale non di partito come il Corriere della Sera ha citato Matteo Renzi 125 volte, quasi 1,5 volte al giorno.
Il tono dei tweet di youdem lo può giudicare chiunque, soprattutto se lo si paragona a quelli dedicati, ad esempio, all'ex segretario Bersani:
#Governo, @EnricoLetta: "Senso di gratitudine profonda verso @pbersani, che mi ha sostenuto con generosità e lealtà" #opencamera
— YouDem (@YouDem) April 29, 2013
#Governo, l'omaggio di @EnricoLetta a @pbersani e l'applauso dell'aula http://t.co/GLyQoszApm #fiducia #letta
— YouDem (@YouDem) April 29, 2013
#Fiducia, @robersperanza ringrazia @pbersani. E a @Mov5Stelle, citando don Milani: "A che serve avere le mani pulite, se le tieni in tasca?"
— YouDem (@YouDem) April 29, 2013
Per chi se la fosse persa, l'intervista di ieri sera a @pbersani a #ballarò VIDEO http://t.co/TIfmqfx21v
— YouDem (@YouDem) May 29, 2013
Europa #congressopd #sentenzamediaset @pbersani a tutto campo a Milano VIDEO http://t.co/MhbUmHrdva
— YouDem (@YouDem) August 2, 2013
30.7.13
Perché sono diventato favorevole alle primarie aperte
La prima volta che mi sono confrontato con il sistema delle primarie per individuare le candidature era il 1997. A Napoli c'erano da eleggere il Sindaco (e ben pochi dubbi c'erano sulla rielezione di Antonio Bassolino che, infatti, prese il 73%) ed il consiglio comunale.
L'allora segretario provinciale del PDS, Andrea Cozzolino, si fece promotore, tra i primissimi in Italia, delle elezioni primarie per l'individuazione dei candidati al consiglio comunale. Fu un'esperienza con luci ed ombre (certo niente al confronto di quella che avrebbe visto protagonista lo stesso Cozzolino nel 2011) ma ricordo perfettamente che all'epoca ero contrario alle primarie.
Il mio ragionamento era molto semplice (avevo 22 anni ed ero iscritto da 2 anni al PDS): un partito ha sostanzialmente due compiti, produrre idee e selezionare classe dirigente; se abdica al secondo compito diventa niente di più che un'associazione culturale. In più c'erano tutte le storture di un meccanismo come le primarie, dove chi era "popolare" aveva molte chances di essere selezionato rispetto a chi era solo bravo.
Il PDS a quelle elezioni ebbe un successo clamoroso, raggiunse il più alto risultato di sempre, andando oltre il 30%. Certamente influirono la forza di Antonio Bassolino ed il posizionamento del simbolo proprio a fianco del nome del Sindaco sulla scheda elettorale, ma è innegabile che anche l'esperimento delle primarie ebbe, tutto sommato, un impatto notevole.
L'episodio che mi fece cambiare idea definitivamente, però, sulla questione primarie accadde l'anno successivo, nel 1998. Spariva il PDS e nascevano i DS. Nella "cosa 2" come la chiamarono i giornali confluirono, tra gli altri, anche i Cristiano Sociali.
Ricordo che in sezione da me (la Vomero - Renato Caccioppoli), arrivò un elenco di Cristiano Sociali da inserire tra i tesserati. Erano una ottantina di nomi. La mia sezione aveva circa 300 tesserati all'epoca, ed erano 300 tesserati veri. All'improvviso ci veniva chiesto di inserire 80 nominativi sconosciuti (oltre il 25%) che avrebbero poi contribuito ad eleggere il segretario della sezione. Alla prima occasione, una assemblea degli iscritti, chiamammo gli 80 nomi che ci erano stati dati e scoprimmo che, in realtà, 70 di questi erano totalmente all'oscuro della loro iscrizione ai DS. Si trattava di tessere false. Sollevammo il problema con il segretario provinciale dell'epoca (Nicola Oddati) ma, come si usa fare in queste occasioni, ci venne detto che il problema era "politico" e che sarebbe stata trovata una soluzione. Ci fu una "mediazione" se così possiamo dire, ma indubitabilmente quello fu l'episodio che segnò l'inizio della fine della nostra sezione e, a mio modo di vedere, anche del disfacimento dei DS a Napoli.
In quel momento capì che parlare di "iscritti" molto spesso significa parlare di "tessere", fiches che si acquistano e che danno diritto ad un certo peso negli organismi decisionali. Chi aveva comprato quelle 80 tessere avrebbe contato per il 25% in un organismo mentre il suo peso reale era il 3%.
Nell'immaginario collettivo, quando si parla di iscritti si pensa ai compagni delle feste dell'Unità che si ammazzano di lavoro per raccogliere fondi, la verità è, invece, che si dovrebbe pensare ai pacchetti di tessere che, specialmente al sud, sono una triste e consolidata tradizione.
Se avessero contato solo gli "iscritti", Pisapia e Vendola non avrebbero mai avuto la possibilità di vincere le elezioni a Milano e in Puglia, al loro posto ci sarebbero stati i perdenti di sempre.
Per tutti questi motivi oggi sono favorevole a prendere le decisioni con il sistema delle primarie aperte, che sono sicuramente un sistema pieno di falle, ma almeno consentono di arginare il sistema semplice semplice dell'acquisto dei pacchetti di tessere. Con le primarie aperte la gente ai seggi ce la devi portare e, in questo senso, uno sforzo per favorire la partecipazione lo devi fare. Poi, certo, chi è determinato ad imbrogliare si inventa i cinesi, ma poi deve fare i conti con l'opinione pubblica e, infatti, quelle primarie vennero annullate.
24.7.13
L’equivoco del lavoro ed il “modello” Expo2015
Sono anni in Italia che si parla di mercato del lavoro dal punto di vista legislativo. Ci siamo affrontati a colpi di piazze ed editoriali, comizi, riforme e controriforme. Abbiamo danzato attorno all'articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Abbiamo flessibilizzato, precarizzato, sommerso e poi tentato di far riemergere i posti di lavoro. Abbiamo dato la colpa a lacci e lacciuoli, alla burocrazia, ai sindacati retrogradi, agli imprenditori ciechi, ai giovani bamboccioni, ai politici corrotti, all'università che non è collegata al mondo del lavoro, agli immigrati, a quelli garantiti, a quelli che accettano paghe troppo basse.
Nel solco di questa infinita e, secondo me, improduttiva discussione, ieri sui media è rimbalzata la notizia di un protocollo innovativo siglato in occasione dell'EXPO 2015 di Milano che, secondo il Presidente del Consiglio Letta, può diventare un modello nazionale.
- 300 contratti di lavoro a termine, di cui una parte, non quantificata, stipulata da soggetti diversi da EXPO 2015 SpA (i contratti di somministrazione, come si sa, prevedono la partecipazione di agenzie di intermediazione), di durata minima di 6 mesi e massima di 12 mesi;
- 340 contratti di apprendistato, di durata di 7 o 12 mesi.
- 195 stagisti, che non sono lavoratori.
- 18.000 volontari.
(il post è stato pubblicato anche da Officine Democratiche)
19.7.13
Il Sud cambi, adesso.
Ieri ero alla presentazione del libro di Carlo Borgomeo, L'equivoco del Sud (Laterza), organizzata al Maschio Angioino con Guido Ferradini (presidente di Officine Democratiche), Francesco Nicodemo (dirigente PD e blogger dell'Espresso), Marco Demarco (Direttore del Corriere del Mezzogiorno) e Umberto De Gregorio (editorialista di Repubblica).
Finalmente, dopo non so quanto tempo, ho assistito ad una discussione senza retorica su Napoli, il meridione e le classi dirigenti. Finalmente ho sentito pronunciare parole di verità sui mali che affliggono il mezzogiorno, senza cercare di scaricare le colpe su Roma, il nord, la sfortuna, i borboni, il clima e tutto il ciarpame folkloristico del quale sono imbottite di solito le discussioni sulla questione meridionale.
Il dibattito moderato da Tommaso Ederoclite verteva anche sulle responsabilità delle classi dirigenti meridionali e, in particolare, sul PD che tante regioni, province e città ha governato negli ultimi anni.
Il quadro che ne è uscito è desolante. Ma vero. Credo che libri come quelli di Borgomeo e dibattiti come quello a cui ho assistito siano il primo, ineludibile passo per affrontare senza isterie e piagnistei la situazione.
Come dissi ad Erri De Luca quando sosteneva, contrariamente a quanto dicono tutte le statistiche, che a Napoli si vive comunque bene, per guarire da una malattia bisogna innanzitutto ammettere di essere malati e di aver bisogno di cure.
Siamo malati. Ed è giunto il momento di darsi da fare. Adesso.
12.7.13
PD Live... a metà.
Leggo anche:
- leggere ogni giorno le versioni digitali de l'Unità, di Europa e del settimanale Left;
- entrare nell'universo multimediale e informativo del PD: non solo YouDem e TamTam ma anche video e notizie realizzate dal partito per consentire agli iscritti di capire e seguire gli avvenimenti più importanti;
- accedere a una piattaforma di blogging dedicata;
- partecipare a una rete social dove discutere, interagire, comunicare con tutti gli altri membri del PD, inclusi i dirigenti e gli eletti.
Che poi non è vero perché se la voce degli iscritti fosse stata ascoltata col piffero che stavamo al governo con Berlusconi.
- Il PD è l'unico partito, davvero democratico, dove la voce degli iscritti e dei militanti fa la differenza: PD live è lo strumento ideale perché quella voce sia ascoltata da tutti. La forza del PD sono i suoi iscritti. La forza del PD sei tu.
Vabbè, ho capito, ma io ho già pagato la tessera al circolo. Giro un po' ma non trovo niente.
Chiudo e mi domando: ma una cosa per bene, una sola, che ci vuole a farla?
10.7.13
Chi non muore si risiede
"Chi non muore si risiede" era la frase che usava Marcello Marchesi per definire Andreotti. Non sono riuscito a trovare la data dell'aforisma, ma Marchesi è morto nel 1978 e Andreotti si è seduto ancora per parecchio tempo. Ultimamente mi sta capitando di ripensare al passato, ai vent'anni che ci separano da tangentopoli. La triste e amara considerazione è che di quel vento che accompagnò le inchieste degli anni '90 è rimasto solo il suffisso "-poli" da aggiungere un po' a caso a qualche parola che possa evocare uno scandalo, meglio se insignificante.
Solo che più il tempo passa, più la nostra classe dirigente per risiedersi cerca di non morire e più moriamo noi. La generazione che mi precede ha cominciato a mangiare i figli, non i propri, per carità, ma quelli del vicino sì. Oggi più che mai i figli di nessuno sono diventati il combustibile di chi comanda.
In tutto questo ci tocca assistere a questa pantomima di governo di unità nazionale, nato "in condizioni eccezionali" per "fronteggiare la crisi", "prendere importanti misure per la crescita" e, naturalmente, "per fare le riforme".
E invece niente, sta lì dal 28 aprile, senza dare un segno, senza una prospettiva. Non ci sono nemmeno i proclami. Si rinvia un po' tutto, si chiede all'Europa di essere più elastica nell'analisi dei nostri conti, si litiga un po' sulla giustizia, un po' sugli F35. Il futuro è un cronoprogramma vuoto, nel quale nessuno si azzarda a calendarizzare nulla.
E nessuno dice nulla. L'opposizione è inesistente (SEL) o impegnata a diminuire i propri ranghi (M5S).
Sono arrivato a sperare che dopo il declassamento di S&P di oggi torni a salire lo spread, forse un po' di paura riuscirà a smuovere le acque. O magari ci riuscirà l'interdizione di Berlusconi.
Qualunque cosa, comunque, è meglio di questa lenta agonia.





